Febbraio 2024

MAGNIFICAT

Data dell'evento: 02.02.2024 alle ore 21:00

Teatro Magnani, Fidenza (PR), ore 21

(Dal comunicato stampa)

Prosegue la stagione del Teatro Magnani venerdì 2 febbraio con una grande prova attoriale tutta al femminile: Lucilla Giagnoni porta in scena il suo monologo ?Magnificat?, una sorta di evocativo viaggio alle origini degli archetipi di femminile e maschile che rappresenta il terzo capitolo della sua «Trilogia dell?umanità», uno spettacolo in cui si intrecciano riflessione, poesia e ironia. 

Lucilla Giagnoni traccia un affascinante ed evocativo percorso alle origini degli archetipi di femminile e maschile attraverso il monologo Magnificat, un viaggio dagli antichi miti alla storia del Cristianesimo e delle religioni alla scoperta del femminile come forza rigeneratrice del mondo. Il monologo è scritto dall?attrice stessa con Maria Rosa Pantè, è accompagnato dalla musica di Paolo Pizzimenti e intreccia riflessione e ironia.

?Femminile? e ?Maschile? sono due archetipi, cioè stanno alle origini di ogni pensiero conscio e inconscio: quello maschile, del guerriero, come forza del fare, del lottare e quello femminile, capace di creare connessioni e relazioni. Una forza collettiva, resiliente, accogliente.

Negli ultimi millenni queste due forze sono state messe in contrapposizione, facendo sì che il ?Maschile? soffocasse sempre più il ?Femminile?, creando una condizione spacciata per inevitabile e connaturata all?essere umano.

Una risposta a questa condizione irrisolta, come afferma l?autrice, sta nel desiderio che ?le generazioni, cioè la storia, cioè il nostro agire, dovranno d?ora in poi riconoscere tutto questo. Solo se dalla terra riemergerà il ?Femminile?, ci sarà una possibilità per tutti di futura convivenza, non solo nella sopravvivenza, ma nella beatitudine, cioè nella felicità.? In chiusura il messaggio di speranza più bello: che la parte femminile e quella maschile del mondo possano riunirsi, collaborando insieme per il bene di tutti.

Per info e prenotazioni: 0524 517508

Luogo: Teatro Magnani, Fidenza
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AMANTI GUERRIERE, SGUARDI SUL MISTICISMO FEMMINILE

Data dell'evento: dal 02.02.2024 al 04.02.2024 alle ore 21:00

Europa Teatri, ore 21

(Dal comunicato stampa)

"Febbraio 2024 è dedicato a Teatro Europa a una rassegna unica per contenuti e varietà di proposte AMANTI GUERRIERE, SGUARDI SUL MISTICISMO FEMMINILE, un mese di spettacoli teatrali, conferenze , workshop e performance dedicate a tre donne della nostra storia, che con passione e tenacia si sono votate alla ricerca teologica, scientifica, alla cura e all'amore.

A Febbraio saranno presentate a Teatro Europa Julian of Norwich, Mechthild von Magdeburg e Hildegard von Bingen .

Il programma della prima settimana di Febbraio 2024 sarà dedicato alla prima Amante Guerriera, Julian of Norwich, mistica e ricercatrice inglese del 1300,con le seguenti proposte:

Venerdì 2 febbraio 2024 ore 21.00 conferenza MEDIOEVO E MISTICISMO FEMMINILE

a cura di Erika Maderna.

Sabato 3 febbraio 2024 ore 19.30 conferenza JULIAN OF NORWICH a cura di Monia Galloni.

Sabato 3 e domenica 4 febbraio 2024 ore 21.00 Europa Teatri JULIAN _ IO SONO NESSUNA azione scenica Loredana Scianna, musiche originali eseguite dal vivo Patrizia Mattioli, testo e regia Ilaria Gerbella.

Amanti Guerriere è un progetto nato nel 2017 finalizzato alla divulgazione delle conoscenze e degli scritti di 7 donne della nostra storia, annoverate come sante e mistiche, ma in realtà grandi ricercatrici, scienziate, teologhe, sociologhe e curatrici, che meritano di essere conosciute e celebrate nella giusta luce. I loro insegnamenti sono, in realtà, sentieri pedagogici volti all'indagine e alla definizione di una nuova cultura di pace e di partnership. Il progetto nasce da un'idea di Monia Galloni e Ilaria Gerbella.

Per maggiori info e prenotazioni: 0521 243377

Luogo: Europa Teatri
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COME UNA SPECIE DI VERTIGINE. Il nano, Calvino, la libertà

Data dell'evento: 03.02.2024 alle ore 21:15

Teatro di Ragazzola, ore 21.15

(Dal comunicato stampa)

scritto, diretto e interpretato da Mario Perrotta

produzione Permar Compagnia Mario Perrotta, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

Finalista Miglior Attore Premi Ubu 2023

Tra gli artisti ospitati più volte dal Teatro di Ragazzola spicca Mario Perrotta, un grande nome del teatro contemporaneo, spesso vincitore del Premio Ubu. Sempre capace di stupire il pubblico, Perrotta ritorna a Ragazzola, sabato 3 febbraio alle ore 21.15, con un monologo di parole e musica ?Come una specie di vertigine. Il nano, Calvino, la libertà?. In scena un uomo, o meglio, la sua voce interiore e la sua anima che fa spettacolo, ispirata dall?opera di Italo Calvino. L?artista sceglie di portare all?attenzione, tra i tanti abitanti delle pagine dei romanzi di Calvino, quello meno libero: ?Ha un corpo, una lingua e una mente che non rispondono alla sua urgenza di dire, di agire?, spiega Mario Perrotta nelle note di regia. ?Oggi e solo oggi, però, ha deciso di fare spettacolo della sua esistenza, dei suoi pensieri, dei sentimenti che lo agitano. Lui, inchiodato com?è a una croce che non ha voluto, ha deciso di prendersi un?ora d?aria, un?ora e poco più di libertà. E la cerca, la libertà, tra le pagine delle opere del ?signor Calvino Italo?, la racconta come sa e come può, la trasforma in versi, in musica, in parabole e collegamenti iperbolici tra un romanzo e l?altro, in canzoni-teatro sarcastiche e frenetiche e improvvisi minuetti intimi, ?scalvinando? quelle opere a suo uso e consumo. Il tutto mentre accanto scorre, amaramente ironica, la sua personalissima storia d?amore, una storia impossibile per quel corpo e quella lingua incapaci di parlare?. Lo struggente monologo ha per protagonista un abitante del Cottolengo, il Nano del romanzo autobiografico ?La giornata d?uno scrutatore?, personaggio cui Calvino dedica una sola pagina se pur memorabile:

?Ho scelto lui e ne ho immaginato tutta l?esistenza ? continua l?attore ? esistenza che Calvino non ci racconta, proprio perché il mio intento era ragionare intorno al concetto di libertà e il Nano del romanzo ne è totalmente privo. E torno così alle ragioni prime del mio progetto: non certo uno spettacolo su Calvino, ma uno spettacolo sulla libertà, sull?autodeterminazione, tema che occupa da molto tempo i miei pensieri sull?uomo in quanto animale sociale e sulle storture che mi fastidiano nel nostro convivere quotidiano. Per mia fortuna lo stesso tema ha assediato i pensieri di Italo Calvino lungo tutta la sua parabola letteraria, attraversando ugualmente i romanzi realistici, così come quelli fantastici e l?epoca combinatoria. Questo mi ha consentito di coniugare il mio ?ragionare di libertà? con la possibilità di affrontare un autore che ho molto amato ma che mai avevo osato accostare al mio teatro. Ho sempre pensato, difatti, che Calvino fosse impossibile da rappresentare, almeno così com?è?. ?È stato questo confluire delle mie riflessioni e di quelle di Calvino intorno a quella parola fragile che è ?libertà? che mi hanno convinto a provarci?, conclude l?artista. ?E, soprattutto, è stato la scoperta di quel romanzo considerato minore e quel personaggio così impossibilitato a scegliere per se stesso a darmi una plausibile via da percorrere con la mia scrittura. Parto, quindi, dalla sua condizione antitetica di disabile totale per parlare della condizione di noi ?abili? che la libertà la sprechiamo ogni giorno. E affondo le mani liberamente negli altri scritti di Calvino, scompigliandoli e ricomponendoli, così come serve al Nano per procedere nella sua serata di spettacolo. Ne è venuto fuori uno spettacolo profondamente mio che ? al contempo ? mi sembra rispettare nella sua sostanza profonda la lezione calviniana sulla libertà. Un omaggio personalissimo a un autore che ha saputo modellare la mia visione delle cose del mondo?.

Per info e prenotazioni: 339.5612798

Luogo: Teatro di Ragazzola
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UNA DOMANDA DI MATRIMONIO/L`ANNIVERSARIO

Data dell'evento: dal 07.02.2024 al 11.02.2024 alle ore 20:30

Teatro Due, ore 20.30

(Dal comunicato stampa)

Proseguono le repliche (fino all?11 febbraio) di Una domanda di matrimonio e L?anniversario, la terza coppia di Atti Unici di Anton ?echov prodotti da Fondazione Teatro Due di Parma.

In Una domanda di matrimonio, nuovo scherzo in un atto, ?echov sembra estendere l?idea de L?Orso, dove il duello alla fine non ha luogo, per quanto l?intera pièce sia un duello. E così in questo atto unico, Lomòv, che è venuto a casa di ?ubukòv per fare la proposta di matrimonio alla figlia Natàl?ja, in effetti non la farà mai, per quanto alla fine della commedia i due saranno ufficialmente fidanzati.

?Lomov è un perfetto esempio di malato immaginario, sempre in bilico tra malori, capogiri, svenimenti, colpi apoplettici, attacchi isterici. Si ride, ma c'è di base una nota dolent?? scrive Fausto Malcovati. ?Oltre che ipocondriaco, Lomòv è anche noioso, pedante, meticoloso, insomma un gran rompiscatole. Destinato a esser mandato al diavolo. Ma, nonostante tutto, è un buon partito per una come Natal'ja Stepanovna candidata a finire zitella. In questi fulminei passaggi da ire funeste a serafiche pacificazioni, soprattutto nei personaggi femminili, ?echov eccelle: e questa contadinotta, che sgrana piselli e maledice la pioggia che fa marcire il fieno, è un piccolo capolavoro. Appena può bisticcia, rimbecca, pianta grane, fa baruffa. E va fino in fondo, a testa bassa, non molla la presa e si danna la vita. Masochista? Forse, ma alla fine si sposa?. Diretti da Matteo Tarasco in scena ci sono Massimiliano Aceti, Giovanni Carta, Irene Paloma Jona.

Congegno ad orologeria perfetto, L?Anniversario è uno scherzo del 1891 che sviluppa la trama di un vorticoso assommarsi di accadimenti assurdi che volgono al disastro, un evento meticolosamente preparato come celebrazione trionfale del quindicennale della fondazione di una banca. In scena Francesco Biscione, Lidia Castella, Andrea Mattei, Franca Penone, Francesca Somma, Pino Tufillaro diretti da Nicoletta Robello.

Nel 1884 ?echov segue, come giovane cronista, il processo a Rykov, un banchiere imputato per avere ingannato i risparmiatori di una intera città bruciando il denaro a lui affidato. Uno scandalo finanziario che assomiglia molto per dinamica e personaggi coinvolti a quello che fu il crack della Parmalat. A seguito di quella esperienza l?autore scrive L'Anniversario ricostruendo nel personaggio del Presidente di una piccola banca e in quello del suo anziano contabile i principali protagonisti dell'infame vicenda. Con una struttura irresistibilmente comica il vaudeville descrive la discesa di Sipucin che, nel giorno dei festeggiamenti per il quindicesimo anniversario della sua presidenza, dovrà fronteggiare un fuoco di fila di impedimenti, impicci, rivolgimenti ed invasioni che finiranno per rovinargli la reputazione. Ancora una volta ?echov trascina gli attori in una esperienza paradossale, indicando come cercare, in una terribile storia vera, le radici espressive della sua originalissima nuova forma di comicità.

Per info e prenotazioni: 0521.230242 

Luogo: Teatro Due
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ADDII D`AMORE

Data dell'evento: 11.02.2024 alle ore 17:00

Teatro Magliani, Corcagnano (PR), ore 17.00

(comunicato stampa)

con Carlo Ferrari e Franca Tragni

Tratto da ?Il piccolo libro degli addii? di Luca Ragagnin

Adattamento drammaturgico Carlo Ferrari e Franca Tragni

"E adesso che ho capito che tu sei la persona più importante della mia vita, non so proprio come farò - mi ha detto lasciandomi." Dalla divertente e spesso paradossale sequenza di brevi racconti che l'autore Luca Ragagnin ha raccolto e pubblicato ne "Il piccolo libro degli addii", Carlo Ferrari e Franca Tragni danno voce ai lasciti d'amore, ridendo con ADDII D?AMORE per esorcizzare ridendo una festa comandata come San Valentino. In questi spassosi micro-racconti, farciti di citazioni, aforismi e massime sulla crisi di coppia, i due attori cercano una giustificazione plausibile ai sempre più frequenti e sofferti addii d'amore, nella convinzione che, al di là di discorsi troppo elaborati, ogni abbandono amoroso si riduce a un "Ti lascio perché..."

Un teatro/cabaret ironico, ma anche cinico e amaro, che porta in scena una carrellata di situazioni surreali e comiche, accompagnate dalla musica che aiuta i ricordi e cancella i silenzi, in cui non c?è indagine psicologica o ricerca di motivazioni ma frammenti di vita esagerati, esasperati, una conflittualità che può arrivare ...al coltello"

Per info e prenotazioni: cell. 3274089399  info.progettieteatro@gmail.com

Luogo: Corcagnano
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KORE, CORE MIO - La conta dei chicchi di melograno

Data dell'evento: 11.02.2024 alle ore 17:00

Spazio Berenini, 95, Fidenza (PR)

(Dal comunicato stampa)

Regia e drammaturgia: Rita Di Leo
Con: Gaia Amico

Produzione: 9c Teatro APS, con il sostegno di Fondazione Federico Cornoni ETS

9c Teatro APS propone al pubblico il primo spettacolo del ciclo Non senza il favore degli Dei. Un monologo scritto e diretto da Rita Di Leo e interpretato da Gaia Amico, incentrato sulla figura di Persefone.

"Penseresti mai che la moglie di Ade possa essere una giovane fanciulla viziata che per passare il tempo parla a vanvera? Il ritratto della corrispondenza tra il mondo dei morti e il mondo dei vivi. Il ritratto mitologico di Persefone vive in bilico tra il simbolico e il concreto: un'immagine riflessa all'infinito di un melograno spaccato che macchia indelebilmente lenzuola bianche, di fiori secchi, di un'attrice, una regista e due sound designers live.
Come pensiamo si debba rappresentare Persefone oggi?
Per "noi" è una di noi, una qualunque, con impulsi sessuali, con la voglia di cantare e con un grande spirito di rivalsa contro il suo doppio destino.
Di lei ci interessa l'umanità, la pazzia, la follia che invade ognuno di noi sotto la doccia.
Il mondo d'oggi è il mondo dell'eccessiva possibilità di scelta: Kore ha la possibilità di vivere sei mesi nel mondo dei vivi e i restanti nel mondo dei morti. Ma è una sua scelta? E' una nostra scelta essere stati messi al mondo? No, e dobbiamo saperlo. Persefone lo sa? L'attrice è consapevole che Persefone non ha scelto?"

Per info e prenotazioni: 340 232 5127

Luogo: Fidenza
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LE NOZZE/ IL CANTO DEL CIGNO

Data dell'evento: 15.02.2024 alle ore 20:30

Teatro Due, ore 20.30 (repliche fino al 23 febbraio)

(Dal comunicato stampa)

"Debuttano in prima nazionale il 15 febbraio (con repliche fino al 23 febbraio) Le nozze e Il canto del cigno, quarta e ultima coppia di Atti Unici di Anton ?echov prodotti da Fondazione Teatro Due di Parma che ne ha messi in scena otto, presentandoli a coppie di due fino a fine febbraio 2024.

Questa cavalcata alla scoperta della produzione giovanile del maestro russo, proposta ?a puntate?, ha rivelato gioielli di scrittura che assumono il divertimento come motore del meccanismo teatrale e che sono stati scritti, in maniera evidente, per il godimento degli attori.

?echov si dimostra un maestro del linguaggio parlato: le sue battute hanno cadenze genuine, naturali, dirette, senza nulla di rigido, letterario e paludato. Non a caso i grandi attori del tempo, per le loro serate d'onore, si contendevano questi atti unici, formidabili pezzi di bravura che permettono di esibire tutto il loro talento. Come ne Il Canto del Cigno diretto e interpretato da Roberto Abbati insieme a Pino L?Abbadessa.

Nel camerino di un teatro un vecchio attore, dopo una serata in suo onore, si è addormentato, ubriaco di vodka. Al risveglio, nel cuore della notte nel teatro deserto, è spaventato dall?unica persona ancora presente, il suggeritore. Poi inizia un monologo di ricordi, e racconta la sua giovinezza, gli anni ardenti da attor giovane, l'amore per una bellissima fanciulla e la proposta di matrimonio, fallita per il non voler abbandonare il teatro.

?Questo atto unico - racconta Roberto Abbati ? parla del sogno ricorrente, l'incubo, che ogni attore fa di rimanere chiuso in un teatro vuoto. L'essere attore, vivere nel mondo del teatro è qualcosa di estremamente invadente, totalizzante, bellissimo, naturalmente, ma che comporta il prezzo e il pericolo di non riuscire ad uscirne mai più. Allora cosa significa per un attore ritrovarsi chiuso in un teatro vuoto? Che i normali rapporti umani, gli amici, i figli, si rischia di trascurarli, dimenticarli, che insomma, chiusi nella pur meravigliosa finzione del teatro, la vita che sta là fuori la si potrebbe aver perduta?.

Scritto tra il 1889 e il 1890, Le Nozze si svolge in occasione della celebrazione di un matrimonio. Una situazione normalmente considerata felice, ma attraverso la tecnica del capovolgimento delle convenzioni, ?echov ottiene effetti comici e spettrali al contempo.

?L?intera pièce ? racconta il regista Matteo Tarasco che dirige in scena Massimiliano Aceti, Lidia Castella, Stefano Gragnani, Stefano Guerrieri, Dino Lopardo, Andrea Mattei, Alberto Melone, Salvo Pappalardo, Bruna Rossi, Massimiliano Sbarsi, Francesca Tripaldi, Pavel Zelinskiy -è praticamente una ininterrotta rappresentazione di volgarità, meschinità, banalità, che l?autore descrive come una sorta di malattia sociale, ma anche spirituale: i personaggi de Le Nozze sono parvenu che esibiscono un?eleganza posticcia per celare un animo gravato da quello che un tempo si usava chiamare filisteismo. ?echov si spinge oltre i confini della farsa per toccare, forse per la prima volta, il genere grottesco satirico, consapevole della lezione di Gogol?, quel ?sorriso tra le lacrime?, che diventerà in Tre sorelle e poi ne Il giardino dei ciliegi, un marchio indelebile della condizione umana.? 

Informazioni e biglietteria: biglietteria@teatrodue.org - tel: 0521.230242

Luogo: Teatro Due
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GRAPPOLI DI RABBIA

Data dell'evento: dal 15.02.2024 al 16.02.2024 alle ore 21:00

Teatro del Tempo, ore 21

reading di Fabrizio Croci

tratto da Furore di John Steinbeck

musiche dal vivo di Rocco Rosignoli

produzione Teatro del Tempo

Giovedì 15 e venerdì 16 febbraio alle 21 al Teatro del Tempo torna Grappoli di Rabbia, un reading di Fabrizio Croci tratto da Furore di John Steinbeck, con musiche dal vivo di Rocco Rosignoli. C?è tutta l?epica americana della terra in Furore (The grapes of wrath, 1939) di John Steinbeck, che in tutta la sua opera ha sempre mostrato un interesse centrale per i problemi sociali e materiali connessi con la terra e il lavoro agricolo. Grappoli di rabbia esprime il turbamento sociale del decennio 1930-1940 e le contraddizioni, le tensioni e le illusioni connesse all?American way of life. Tuttavia, leggere oggi Furore, a distanza di 84 anni dalla sua pubblicazione, è leggere il presente.

In questa produzione firmata Teatro del Tempo, l?incredibile contemporaneità dei contenuti umani e la comunanza dei contesti storici, quello di Furore alla fine anni ?30 in America e il nostro presente alle soglie del terzo decennio del terzo millennio, ci fanno riflettere sul ricorrere inesorabile delle dinamiche umane e sociopolitiche della Storia.

Fabrizio Croci ha operato una riduzione rigorosa del romanzo, che diventa racconto ma anche interpretazione dei diversi personaggi: è accompagnata dalla competenza e sensibilità musicale di Rocco Rosignoli, che passa dal violino alla chitarra, al banjo, all?armonica, al canto.

Prenotazione obbligatoria con messaggio scritto/whatsapp al numero: 340 3802940

Luogo: Teatro del Tempo
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ILIADE. IL GIOCO DEGLI DEI

Data dell'evento: 16.02.2024 alle ore 21:00

Teatro Magnani, Fidenza (PR), ore 21

(Dal comunicato stampa)

testo di FRANCESCO NICCOLINI liberamente ispirato all?Iliade di Omero

drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer

con Alessio Boni e Iaia Forte

e (in o.a.) Haroun Fall - Jun Ichikawa - Francesco Meoni - Elena Nico - Marcello Prayer - Elena Vanni

regia Roberto Aldorasi - Alessio Boni - Marcello Prayer

produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

Liberamente ispirato a Omero, su testo di Francesco Niccolini e con la regia firmata da Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, lo spettacolo, fresco di debutto, immagina una riunione degli Dei su una spiaggia del Mediterraneo.

L?attore Alessio Boni sarà sul palco accanto ad un?altra artista nota sia dal pubblico teatrale che da quello televisivo e cinematografico: Iaia Forte, la produzione è di Nuovo Teatro in coproduzione con Fondazione Teatro Donizetti, Fondazione Teatro della Toscana e Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia.

A dieci anni dalla nascita, dopo I Duellanti Don Chisciotte, il Quadrivio, formato da Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer, riscrive e mette in scena l?Iliade per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di tutte le guerre.

L?Iliade è il classico che tutti conoscono, quella raccontata è una storia eterna, che supera le epoche storiche e non smette di dimostrare la sua attualità. Dal racconto della guerra con i suoi orrori al legame tra la violenza e il potere, Iliade canta di un mondo in cui l?etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla, ma sono mossi dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. Sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla, capricciosi, vendicativi, disumani: sono gli dèi immortali, e la loro commedia è la tragedia degli uomini, da sempre.

In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura, dal desiderio di ricchezza, dall?ossessione del nemico, dai giochi di potere e da tutte le forze distruttive che ci sprofondano nell?irrazionale e rendono possibile la guerra.

Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all?orrore.

Per info e prenotazioni: tel. 0524 517508 / 345 9374728

Luogo: Teatro Magnani, Fidenza
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ENEIDE. A SOUND FILM

Data dell'evento: 17.02.2024 alle ore 21:00

Teatro del Cerchio, ore 21.00

(Dal comunicato stampa)

di e con Titta Ceccano - sound designer Francesco Altilio - regia Julia Borretti

"Una contaminazione tra epica classica, teatro e musica elettronica, ispirata all?Eneide virgiliana, in particolare al Libro XI. In scena Titta Ceccano con il sound designer Francesco Altisio, per la regia di Julia Borrelli: una produzione della Compagnia Matutateatro

Nasce come un lavoro sulle immagini senza immagini: il testo antico è evocato dalla musica elettronica realizzata dal vivo e dalla parola detta in scena che espande la potenza del testo virgiliano nella contemporaneità.
Uno spettacolo in cui il suono e il testo procedono all?unisono. Il suono espande il testo creandogli un contesto e uno spazio. L?idea da cui prende le mosse il lavoro è che l?epica sia il cinema prima del cinema. Si potrebbe rileggere tutta l?epica classica immaginando il racconto per inquadrature: tutti i grandi poemi classici sono pieni di campi e controcampi, campi lunghi, visioni dall?alto che con un dolly scendono nel bel mezzo della battaglia, dettagli e primi piani degli eroi, suoni diegetici e ritmi della narrazione. È evidente che il cinema ha preso da qui.
Oggi, nell?era contemporanea dove gli sguardi sono ingolfati dai video, questo progetto vuole tornare a leggere l?Eneide come un racconto per immagini senza utilizzarne. Tornare alla forma originale di queste antiche narrazioni totalmente costruite per immagini, in un?era in cui le immagini in movimento non c?erano.
Eneide. A sound film tira fuori la plasticità di un testo antico con il solo ausilio della parola detta e del suono: segue i cambi di campo, di piano, il fluire del racconto soltanto grazie all?uso della voce e della musica elettronica, che ridisegna gli spazi e ridefinisce i ritmi, ampliando tutta la potenza di un racconto antico.
Poi il racconto parla da sé: da qualche parte nel Lazio - l?Eneide forse proprio perché concettualmente viene prima di Roma e ne crea i presupposti, rimane a oggi l?unico poema del Lazio, l?unico testo che tiene insieme la varietà dei popoli e dei territori che lo compongono - va in scena il mito della fondazione di un popolo e di un destino che ancora ci riguarda. L?Eneide non è solo il poema nazionalista del mondo romano, ma è riconoscibile come poema fondante di tutta l?Europa, come modello sociale che l?Europa vorrebbe e dovrebbe seguire. Non a caso Eliot parlava di Virgilio come il classico di tutta l?Europa. E nel mito virgiliano, profondamente umano, c?è spazio per tutti: vincitori e vinti"

Per info e prenotazioni: cell. 351 5337070 

Luogo: Teatro del Cerchio
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PRIMI PASSI SULLA LUNA

Data dell'evento: 17.02.2024 alle ore 21:15

Teatro di Ragazzola, ore 21.15

(Dal comunicato stampa)

di e con Andrea Cosentino

indicazioni di regia Andrea Virgilio Franceschi

collaborazione artistica Valentina Giachetti

luci Dario Aggioli

produzione esecutiva Cranpi

con il sostegno di MiC ? Ministero della Cultura

Cacciatore di risate surreali, comico dall?intelligente e stralunata ironia, Andrea Cosentino approda al Teatro di Ragazzola con il suo spettacolo ?Primi passi sulla luna?, in scena sabato 17 febbraio, alle ore 21.15. Abruzzese di nascita ma romano di adozione, Cosentino è un narratore capace di intrecciare, con una esposizione informale, immagini tra le più disparate a partire dall?allunaggio, come il titolo porterebbe a supporre, per arrivare al futurismo, e agli anniversari della nascita di Darwin, della caduta del muro di Berlino, dell?ideazione della prima Barbie e della morte di Kubrick. Queste schegge di passato si incrociano con il racconto della nascita di uno spettacolo e con l?intimità dell?infanzia dell'attore stesso. Lo stravagante Cosentino presenta il lavoro come una performance mentre, in realtà, l?intento e il risultato sono chiari sin dall?inizio: lo spettacolo da fare, del quale vuole raccontarci, è lontano dall?essere una semplice improvvisazione, ma è un?efficiente macchina creatrice di emozioni. Al cuore della messa in scena c?è uno squarcio di storia intima, anch?essa forse vera-forse falsa, quasi una confessione offerta in sacrificio, che ha a che fare con la paternità e le fragilità dell?infanzia. Contro la sete di realtà, l?ossessione per le storie vere, i fatti di cronaca e i reality show, Cosentino ci conduce in un viaggio surreale, esilarante e struggente, portato avanti al tempo imperfetto, che è il tempo dei giochi e dei sogni, e che si dissolve al presente.

Formatosi giovanissimo con Dario Fo, Cosentino si è perfezionato a Parigi nella scuola mimica e clownesca di Jacques Lecoq. È autore ed attore di vari spettacoli a-solo tra cui si ricorda ?La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce? (1998), ?Antò le Momò? (2000), ?L'Asino albino? (2004) e ?Angelica? (2005). Questi ultimi due spettacoli sono stati recentemente pubblicati a stampa da Editoria&Spettacolo. Nel corso della sua carriera ha anche lavorato ? in veste di attore ? con diverse compagnie: il Drammateatro, il Lanciavicchio, Ruotalibera di Roma e le compagnie teatrali di Massimiliano Civica e di Liv Ferracchiati. Si è laureato all'università di Roma con una tesi sui ?maggi? e sulle improvvisazioni in ottava rima della campagna toscana. Nei suoi monologhi il comico e il tragico si fondono, con l'intento di scandagliare le verità più amare ed inconfessabili della società e della vita umana. Mette in scena un campionario parodico di stereotipi sociali dell'"Italietta" contemporanea, ma la sua satira non si limita alla facile caricatura, arricchendosi secondo alcuni di intenti metafisici, filosofici ed esistenziali tanto che alcuni dei personaggi che evoca finiscono per acquisire una dimensione poetica inaspettata ed inconsapevole.

Per info e prenotazioni: cell. 339.5612798

Luogo: Teatro di Ragazzola
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FORTE E CHIARA

Data dell'evento: 22.02.2024 alle ore 21:00

Teatro Verdi di Busseto, ore 21

(Dal comunicato stampa)

Con l?ironia di sempre Chiara Francini si racconta in un memoir accompagnata dal pianoforte di Francesco Leineri

La show girl diretta da Alessandro Federico e accompagnata al pianoforte da Francesco Leineri si racconta in un one-woman show tratto dal suo libro autobiografico, un racconto umano, vivo e rivoluzionario in cui Chiara Francini ripercorre la sua vita, unica, eppure così simile a quella di tanti altri. Con il sarcasmo e l?ironia tagliente che la contraddistinguono, Chiara narra vicende personali e pubbliche, dicendo sempre la verità, senza far sconti a nessuno, in primis a sé stessa.

Scrittrice avvezza a formidabili capriole, Chiara Francini si abbandona, questa volta, ad una trascinante confessione autobiografica, non professionale ma umana.

Il suo è lo spettacolo di formazione di una ragazza di provincia che, imbevuta di sogni, si lancia nella vita per metterli in atto senza risparmiarsi, bruciandosi talvolta la pelle, con fatica e caparbietà. Ed è anche, nella seconda parte, una riflessione illuminante e profonda, talvolta grave, sulla tirannide del denaro e del potere che governa i comportamenti umani e, in chiusura, sulla condizione di ogni donna: quella di essere sempre dilaniata fra realizzazione personale e desiderio di maternità. Ovvero ad essere destinata ad una felicità, per definizione, mutilata.

?Perché la parte più complessa per una donna è nascere tale. Bello e terrificante?

Per info e prenotazioni: tel 0524-92487

Luogo: Teatro Verdi di Busseto
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L`ETERNO MARITO

Data dell'evento: 24.02.2024 alle ore 21:00

Teatro del Cerchio, ore 21.00

(Dal comunicato stampa)

dall?omonimo romanzo breve di Fëdor Dostoevskij

Libero adattamento di Davide Carnevali | Regia di Claudio Autelli

Con Ciro Masella e Francesco Villano | In video Sofija Zobina e Lia Fedetto

Dopo aver registrato il tutto esaurito in occasione del suo debutto nazionale nelle scorse settimane a Milano, lo spettacolo L?eterno marito, tratto dall?omonimo romanzo breve di Fëdor Dostoevskij, arriva sabato 24 febbraio al Teatro del Cerchio di Parma. L?opera è stata liberamente adattata da Davide Carnevali, drammaturgo di fama internazionale e la messa in scena è curata da Claudio Autelli regista noto per la sua capacità di intrecciare linguaggi che diventano parte integrante della sceneggiatura. Lo spettacolo passa dalla forma epica ai dialoghi in situazione, dal teatro al cinema, dal live al reperto filmico. Sul palco nudo la scena, una stanza ai piedi di una parete che è anche schermo proiettivo.

I personaggi sono interpretati da due grandi attori: Ciro Masella e Francesco Villano, fresco di premio Ubu come migliore attore nel 2023. Alekseij e Pavel, amante e il marito di una moglie che non c?è più si incontrano quel tanto che basta per vedere come l?unica figlia muore tra le loro braccia.

La commedia noir di questo grande autore mantiene un?aderenza con la contemporaneità proprio trattando di due uomini qualsiasi che si trovano a combattere con la paura di non essere all?altezza dalla società, dal giudizio altrui e ancor di più dal loro stesso giudizio. Un?indagine sul fallimento, su come crolla il tentativo molto contemporaneo di raccontarsi al mondo in modo ideale. Il confronto feroce sulle aspettative che abbiamo di noi stessi. Presentarsi ed essere: nel gioco della rappresentazione di sé stessi davanti al pubblico. Sul palco, Francesco e Ciro cercano di presentarsi come ciò che sono realmente, senza però riuscirci mai del tutto. Ma è proprio in questo senso che vivono pienamente i loro personaggi. Così il pubblico, come un lettore, segue con sguardo curioso e allo stesso tempo attonito il fallimento di Francesco e Ciro, di Alekseij e Pavel: come uomini, come padri, come personaggi, come attori. Siamo ancora in grado di esercitare la cura? Di essere padri, maestri, guide? Questo è il provocatorio monito che ci lancia Dostoevskij.

Per info e prenotazioni: cell. 351 5337070 

Luogo: Teatro del Cerchio
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LITURGIA PER HILDEGARDA. LA DRAMMATURGIA DELLA PAROLA

Data dell'evento: 24.02.2024 alle ore 21:00

Europa Teatri, ore 21

(Dal comunicato stampa)

La Rassegna a Teatro Europa dedicata alle mistiche medievali AMANTI GUERRIERE, SGUARDI SUL MISTICISMO FEMMINILE, prosegue questa settimana dedicandosi alla figura di HILDEGARD VON BINGEN mistica, badessa, studiosa e medichessa del 1100, conosciuta come la Sibilla del Reno.

Il programma previsto per questa ultima settimana sarà il seguente:

Sabato 24 febbraio 2024 ore 19.30Conferenza HILDEGARD. Il dubbio come sentiero per la manifestazione a cura di Monia Galloni

Sabato 24 e domenica 25 febbraio 2024 ore 21.00 Europa Teatri LITURGIA PER HILDEGARDA. LA DRAMMATURGIA DELLA PAROLA, azione scenica Loredana Scianna, musiche di scena eseguite dal vivo Patrizia Mattioli, testo e regia Ilaria Gerbella

Amanti Guerriere è un progetto nato nel 2017 finalizzato alla divulgazione delle conoscenze e degli scritti di 7 donne della nostra storia, annoverate come sante e mistiche, ma in realtà grandi ricercatrici, scienziate, teologhe, sociologhe e curatrici, che meritano di essere conosciute e celebrate nella giusta luce. I loro insegnamenti sono, in realtà, sentieri pedagogici volti all'indagine e alla definizione di una nuova cultura di pace e di partnership. Il progetto nasce da un'idea di Monia Galloni e Ilaria Gerbella.

Luogo: Europa Teatri
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