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SOPRA LE RIGHE

nell’ambito di
Lucrezia Agujari, diva parmigiana del melodramma settecentesco

SOPRA LE RIGHE
il giovane Mozart incontra la regina dell’acuto
di Matteo Bacchini
con Francesca Mazza, Fabrizio Croci, Giacomo Caselli
e con Maurizio Cadossi (violino), Giovanna Vivaldi (violoncello),
Luca Pollastri (clavicembalo), Jihye Kim (soprano)
organizzazione laDitta
una produzione Musici di Santa Pelagia 

Dalle note di regia:

"Parma, 16 o forse 18 marzo 1770: in una casa di quella che oggi è via XX settembre, i Mozart incontrano Lucrezia Agujari. I Mozart sono due: Leopold, violinista alla corte di Salisburgo, e il figlio Wolfgang Amadeus, che ha composto il suo primo minuetto a cinque anni ed è la stella nascente della musica europea. Anche gli Agujari in realtà sono due. Lucrezia è da anni la regina del bel canto e si esibisce sui principali palcoscenici in Italia e all’estero. Il marito, Giuseppe Colla, è maestro di cappella di Sua Altezza Reale il Duca e segue quasi sempre la moglie nelle esibizioni, in quanto Lucrezia pretende nel contratto che sia ingaggiato anche lui come compositore. Di quell’incontro ci rimane solo una lettera di Leopold Mozart alla moglie, con una breve nota di Wolfgang. Sappiamo che tutti e due erano curiosi di incontrare la Agujari, e dubbiosi (eufemismo) che potesse arrivare al do sovracuto. Erano anche probabilmente stanchi per il lungo viaggio in Italia che, fra esibizioni e incontri di rappresentanza, li avrebbe portati a Milano, Bologna, Venezia, Roma, Firenze, Napoli… su carrozze scomode, con strade dissestate e locande malfamate. Non sappiamo invece cosa si aspettasse la Agujari da questo incontro. Sappiamo che aveva un carattere deciso (“un po’ prepotente”, ma per le prime donne era la norma), che nonostante cantasse da anni era ancora molto giovane e che era stata anche lei una bambina prodigio, o quasi. Per questo pensiamo che abbia preso subito in simpatia il giovanissimo Wolfgang. E viceversa. Nessun documento ci conferma questa impressione, ma leggendo sopra le righe le lettere di Wolfgang alla sorella ne siamo sicuri. Wolfgang non era il clown irresistibile del film Amadeus, ma nemmeno un robottino in abito di velluto che si esibiva a comando. Era un genio di quattordici anni, che quando suonava era un genio, e quando non suonava aveva quattordici anni. E Lucrezia era una diva che non amava il divismo, ma la musica. Siamo sicuri che sarebbero andati d’accordo"

Per info e prenotazioni: tel. 0521 2034 

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