L`ESTINZIONE DELLA RAZZA UMANA

(Dal comunicato stampa)

testo e regia di Emanuele Aldrovandi

con Giusto Cucchiarini, Eleonora Giovanardi, Luca Mammoli, Silvia Valsesia, Riccardo Vicardi

con la partecipazione vocale di Elio De Capitani

Dopo “Farfalle” e “Homicide House”, spettacoli proposti negli scorsi anni, il Teatro di Ragazzola ospita un nuovo spettacolo scritto e diretto da Emanuele Aldrovandi, tra gli autori più apprezzati della scena contemporanea: “L’estinzione della razza umana”, con Giusto Cucchiarini, Eleonora Giovanardi, Luca Mammoli, Silvia Valsesia, Riccardo Vicardi e la partecipazione vocale di Elio De Capitani. Sabato 2 dicembre alle ore 21.15 andrà in scena una arguta tragicommedia nell’androne di un palazzo. In un mondo incastrato dentro ritmi frenetici e disumani, che sottraggono tempo al pensiero e all’introspezione, l’arrivo di un virus che trasforma le persone in tacchini blocca e distorce ogni cosa. Così, le due coppie protagoniste della storia, persone comuni, portatrici ognuna di una diversa posizione filosofica della vita, si ritrovano nell’androne di un palazzo assalite da domande, frustrazioni e paure. “L’estinzione della razza umana” è una sorta di esorcismo – catartico e liberatorio – che ci aiuta a metabolizzare il nostro presente con ironia, lucidità e un pizzico di grottesco surrealismo, utilizzando un linguaggio tragicomico, con dialoghi affilati e serrati. Emanuele Aldrovandi, abile e riconosciuto drammaturgo, ha raccolto negli ultimi dieci anni numerosi consensi sia in teatro sia al cinema (il suo corto “Bataclan” ha vinto il Nastro d’Argento nel 2021 come miglior cortometraggio italiano). “L’estinzione della razza umana”, scritto nel 2021, è stato selezionato da Eurodram 2022 (il comitato che segnala le migliori novità drammaturgiche adatte alla circuitazione internazionale) ed è stato presentato in anteprima radiofonica su Rai Radio 3 all’interno di “FUTUROpresente. Nuove scritture per la scena italiana” e pubblicato sulla rivista Hystrio nel luglio 2022.

«Quando ho iniziato a lavorarci, a gennaio 2020, – spiega Aldrovandi nelle note di regia e drammaturgia – ero appena diventato padre e mi stavo interrogando sul desiderio assurdo di generare altri esseri umani in un mondo che probabilmente non arriverà al 2050. Volevo scriverne attraverso personaggi che viaggiavano per il mondo, ma poi è arrivato il lockdown, io sono rimasto bloccato in casa e anche i personaggi, in un certo senso, sono finiti lì, nell’androne di un palazzo, durante una pandemia. Non volevo scrivere una cronaca del Covid – e infatti nel testo il virus è un altro – ma ho deciso di nutrirmi di ciò che stavo vivendo, prendendola come una sfida: partire dai litigi “da bar” o “da social network” – che tutti abbiamo dovuto affrontare, subire o alimentare – per raccontare cinque esseri umani nel periodo di passaggio all’età adulta, scavando dentro di loro senza pietà per trovare l’ultima cosa a cui si aggrappano, quando tutto sembra franargli sotto ai piedi».

Per info e prenotazioni: 339.5612798

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