L'intervista

Le interviste a protagonisti della scena parmigiana (e non solo) a cura di Francesca Ferrari, giornalista e critico teatrale.

MARIO MASCITELLI "Le favole del Cerchio in trasferta a Busseto"

È innegabile che la compagnia del Teatro del Cerchio, storico gruppo artistico con oltre 15 anni di attività alle spalle, sia oggi a Parma tra le più dinamiche, versatili, tenaci e propositive realtà esistenti. Malgrado la mancanza per loro di una sede stabile sia ancora un problema stringente che ha inevitabilmente compromesso anche l’avvio della stagione 2020-21 (senza dimenticare purtroppo la grave situazione emergenziale che ha travolto l’intero settore teatrale), resta sotto gli occhi di tutti un fatto confortante e davvero encomiabile: il Cerchio non si è arreso e non intende farlo. Anzi, è riuscito a sfoderare la sua arma migliore, quella per cui è così amato e seguito dal pubblico parmigiano: ha saputo rischiare e reinventarsi. Dopo la felice collaborazione di queste ultime settimane col Teatro Regio nella rassegna “Verdi Off”, che li ha visti protagonisti di spettacoli e performance teatrali itineranti (il “Caravan verdiano” ne è stato un esempio egregio e di grande successo), è ora il Teatro Verdi di Busseto a tendere la mano al Cerchio organizzando una bella rassegna di appuntamenti dedicata ai bambini. Per tre domeniche a partire dal 25 ottobre alle 16.30 (prossime date il 15 novembre e 6 dicembre) la squadra artistica guidata come sempre da Mario Mascitelli porterà in scena a Busseto “La bella addormentata”, “Cappuccetto rosso..io non sono un lupo cattivo” e “Pollicino (o Pollicione)”, tre cavalli di battaglia del repertorio “ragazzi” targato TDC e interpretati da Mario Aroldi, Gabriella Carrozza, Martina Vissani, Chiara Casoli e lo stesso Mascitelli.

Una ripartenza autunnale in provincia. Direttore Mascitelli, com’è nata questa sinergia con il teatro di Busseto? “Si è aperta l’anno scorso, nel momento in cui, dopo aver lasciato la nostra vecchia sede, non avevamo un luogo dove poter svolgere l’attività. Nonostante il momento non facile, è stato bello vedere come molte istituzioni ed enti dei paesi della provincia ci abbiano offerto uno spazio di lavoro. Tra questi soggetti importanti anche il Teatro di Busseto che ci ha proposto di realizzare un progetto con le scuole e successivamente anche una serie di appuntamenti in teatro. Era dunque già prevista, in epoca pre-Covid, una mini-stagione da allestire in loco; siamo stati poi piacevolmente sorpresi nel vedere che proprio il Teatro Verdi intendeva riprendere velocemente la programmazione e quindi la collaborazione con noi. Hanno dimostrato fiducia, inventiva, coraggio e anche rispetto della nostra situazione, tutt’ora così incerta. Hanno difeso quello che avevamo costruito insieme e questo è sicuramente un valore aggiunto all’attenzione fin qui dimostrata. Il Teatro Verdi ha voluto presentare un’offerta teatrale al pubblico, ma anche colto la nostra necessità, le nostre difficoltà. Di questo non possiamo che esserne grati”

Segno, però, che “lo stato dell’arte” del Cerchio in città non è cambiato e che la vicenda della sede è ancora lontana da una risoluzione. Come sta procedendo? Cosa auspica per i prossimi mesi? “In accordo con il Comune di Parma si sta cercando uno spazio consono ad ospitarci almeno provvisoriamente, nell’attesa che sia pronta la nostra nuova casa, dove a breve dovrebbero iniziare i lavori di adeguamento; ovviamente l’emergenza Covid ha complicato tutto perché i teatri scolastici non sono più disponibili, essendo ora contemplati ad accogliere eventuali aule aggiuntive. L’attuale situazione non agevola il lavoro di nessuno e crediamo che fino a gennaio sarà difficile trovare un po’ di pace e stabilità. Il Comune ha però garantito che non sottrarrà i finanziamenti alle compagnie riconosciute, anche se questi rallentamenti ci impediscono di avviare tutta la nostra stagione. Per quanto riguarda lo spazio che diventerà la sede definitiva, l’opera di ristrutturazione dovrebbe cominciare in queste settimane e contiamo, incrociando le dita, di poterla inaugurare fra aprile e maggio 2021”

A Busseto presenterete tre dei vostri maggiori successi per bambini. In questo tempo di grande insicurezza cosa può fare il Teatro per i più piccoli? “Può fare tantissimo, può davvero sostenere psicologicamente e aiutare i più giovani ad affrontare questo difficile momento storico, ad elaborare le privazioni, i lutti, il distanziamento. Il Teatro da sempre è una esperienza che porta a riaffermare il proprio Sé in relazione all’Altro. Non è una novità che psicologici e sociologi invitino a fare teatro, non solo ad assistere agli spettacoli, ma a partecipare alla creazione artistica. Non lo dico io, dunque, lo dicono gli esperti: il Teatro può dare un contributo fondamentale al benessere psicofisico di un bambino o di un adolescente. Ecco perché noi spesso rivolgiamo il nostro impegno a queste fasce di età. È così anche nei corsi della nostra Piccola Scuola di Teatro, che fortunatamente continua ad avere tantissimi iscritti e rappresenta un grande punto di forza del Cerchio” 

A proposito, come va avanti l’attività didattica in questo clima di restrizioni e distanza fisica? Come vi siete organizzati? ? “I corsi sono iniziati già da un paio di settimane, e devo ammettere che la risposta delle iscrizioni è stata ottima, anche se noi abbiamo dovuto adattarci alle misure che imponevano numeri di partecipanti più limitati, per garantire così la sicurezza. Abbiamo cercato di fare anche di più: oltre ai corsi formativi tradizionali è stato attivato un corso per bimbi dai 3 ai 5 anni, e uno dedicato alla recitazione cinematografica, che prevede inoltre incontri e workshop con esperti del settore. L’idea d’impegnarci a creare anche una sezione più legata al mondo del cinema ci è parsa molto interessante e stimolante. Per il futuro, invece, ritorneremo alla tradizione teatrale: vogliamo realizzare un corso incentrato sulla Commedia dell’Arte, considerato che il concetto di maschera si sta riaffermando anche nel contesto sociale e non più solo teatrale. Crediamo che offrire approfondimenti su questo tema possa essere oggi qualcosa di innovativo, sicuramente adatto ai nostri tempi”

Dato che parliamo di una rassegna per bambini vorrei chiudere con una domanda gioco, che vuole ricordare anche il valore allegorico del racconto per l’infanzia: in questo momento così complesso, contrassegnato dalla precarietà, a quale personaggio delle fiabe si sente più vicino? “Uno dei personaggi che amo di più e che spesso mi è capitato di raccontare è quello della vecchina della Capra Foresta. La storia è semplice: la vecchina aspetta un aiuto da chi incarna i poteri forti, attende fuori dalla porta l’arrivo di coloro che promettono di risolvere le sue difficoltà. Ma invano. Nessuno di quei poteri si fa vivo e alla fine viene aiutata da un piccolo grillo. Questo per dire che non è semplice vivere nell’incertezza, soprattutto quando da sempre si combatte per far comprendere ai più che l’arte è necessaria, che il Teatro è nutrimento per ognuno, ed è ora più che mai utile nell’aiutarci a superare emotivamente quello che abbiamo vissuto e quello che stiamo ancora tutti attraversando”

Per prenotare i biglietti agli spettacoli: tel. 0524 92487

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