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TEATRO DEL CERCHIO - Serata di presentazione

Dopo le mille traversie vissute negli ultimi mesi, ora una cosa è certa: lo spazio che ospiterà provvisoriamente, e cioè fino alla fine del 2019, gran parte delle attività del solerte e agguerrito gruppo del Teatro del Cerchio ha davvero la forma rotonda. Nell’Auditorium Toscanini di via Cuneo a Parma, una delle più fervide realtà teatrali cittadine, con 15 anni di attività alle spalle, ha dunque ritrovato, seppur per un tempo determinato, quello spazio circolare evocato da sempre nel proprio nome e nell’ideale artistico di chi lavora per accogliere in un sincero abbraccio “circolare” il proprio pubblico. Un calore, un entusiasmo e una fedeltà corrisposti da artisti e spettatori, e ben percepiti nello spirito giocoso e lieve che ha animato la conferenza di presentazione “simpatica” della stagione 2019-2020.

Quello di venerdì sera all’Auditorium è stato, infatti, un incontro informale, festoso, come si ripete con successo da qualche anno e che anche in questa occasione ha introdotto con garbata ironia, sia gli addetti stampa che il pubblico, ai principali appuntamenti del nuovo programma. A fare le veci del presentatore, in giacca da domatore circense - del resto verrà riproposta anche quest’anno la rassegna “Il circo al Cerchio”- è stato il direttore artistico e fondatore del Cerchio, Mario Mascitelli, il quale non ha mancato, seppur con intelligenza, di sottolineare le difficoltà incontrate in questi mesi di forzato nomadismo. La nuova stagione è stata così battezzata, “Rotte”, segno delle nuove rotte intraprese, ma anche di alcune situazioni e relazioni che si sono inevitabilmente complicate e incrinate. Già la proiezione del filmato, in apertura di serata, pur strappando molti sorrisi, ha evidenziato il non facile percorso attraversato dal gruppo, nell’attesa dell’assegnazione da parte delle istituzioni Comunali di una sede consona. Forse ripensando soprattutto a questa criticità, indipendente dal proprio operato e dai risultati raggiunti, Mascitelli ha voluto dedicare il primo applauso a tutto il team del Cerchio, dagli insegnanti della Piccola Scuola di Teatro, agli attori storici, dai nuovi talenti nascenti, ai tecnici e a tutti coloro che vi lavorano con passione e impegno.

Entrando nel vivo della programmazione, sono state confermate le due stagioni ufficiali: quella per adulti che inaugurerà sabato 12 ottobre con “Così lontano così Ticino”, spettacolo finalista In-box 2019, e quella per ragazzi che aprirà domenica 6 ottobre con una produzione TDC, “La bella addormentata”. Un titolo quest’ultimo che richiama alla collaborazione suggellata anche quest’anno con Teatro Regio per Regio Young e preannuncia la nuova rassegna per bambini che verrà curata al teatro di Busseto. Tanti i graditi ritorni, come quello del regista Antonio Zanoletti, le ospitalità, soprattutto relative al fitto calendario per ragazzi, e le nuove produzioni TDC alcune volte anche a rinsaldare il legame con altre rassegne cittadine (“Il Rumore del Lutto”) e a coinvolgere realtà preesistenti sul territorio (Centro Giovani Federale). Particolare attenzione verrà riservata anche quest’anno al mondo studentesco con “UNI-PRima”, una promozione speciale che permette agli universitari di pagare solo 1 euro per l’ingresso a teatro.

La serata-conferenza è poi proseguita tra divertenti incursioni teatrali e sketch tratti da spettacoli TDC molto amati come “Il Topo Federico” (affidato a un trio di giovani ma briosi e convincenti attori del corso organizzato insieme all’Università) e “Il malato immaginario” (con i collaudatissimi e travolgenti Mario Aroldi e Gabriella Carrozza, divertenti disturbatori sul palco), per arrivare infine a presentare i numerosi corsi della scuola di teatro, piccola ma ormai riconosciuta istituzione in città e non solo. La coordinatrice didattica, Maria Pia Paglierecci, ha colto l’occasione per ribadire l’importanza di “un teatro che si costruisce nella relazione, nell’umanità e che mai potrà diventare virtuale”, mettendo in luce anche un altro aspetto fondamentale, quello di fare cultura teatrale, di condurre l’allievo ad un approfondimento della storia stessa del teatro, e svelando infine il nome del drammaturgo che verrà preso in esame quest’anno, ossia Friedrich Dürrenmatt ( anche in scena a gennaio con “La visita della vecchia signora” per la regia di Mascitelli). Confermati poi il ciclo d’incontri “Pubblico Sguardo”, la rassegna “Dietro l’Angolo” (al via il 28 settembre), il seminario breve a cura dell’attrice e autrice Antonella Questa sul tema dell’ascolto e della pedagogia e, nell’ambito di Parma 2020, la rassegna di teatro nazionale scolastico “Viaggio a teatro”, a settembre 2020.

Una stagione complessa per tutto quello che ha comportato sul fronte della precarietà del luogo, ma ricchissima d’entusiasmo e novità sul piano artistico. Anche se restano ancora domande aperte, incertezze, piccoli timori riguardo al futuro del proprio spazio di lavoro, il Cerchio ha davvero meritato i lunghi, sinceri, applausi tributati dal pubblico, così come l’affettuosa partecipazione attiva di chi ha aderito alla campagna fondi, ancora attiva, “Voglio diventare un cerchione”.

Per tutti i dettagli sul programma, i corsi e le iniziative: www.teatrodelcerchio.it

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