VILLON

di Roberto Mussapi 

con Raffaele Esposito

regia Gigi Dall’Aglio

produzione Fondazione Teatro Due

"Parigi. Una cella sotterranea, buia, che contiene un uomo che sta per essere giustiziato. Una voce lo chiama, gli porta dei viveri. Ma soprattutto gli dà il la per raccontare la sua storia.
Una storia per nulla ordinaria, visto che il progioniero condannato a morte è maître François des Loges, oppure anche maître François de Montcorbier, in entrambi casi chiamato Villon. E François Villon è un uomo come pochi ce ne sono stati: probabilmente il prototipo del poeta maledetto, il primo a coniugare una essenza poetica altissima e una dissolutezza quasi proverbiale. Nel suo peregrinare tra poesie e locande, tra scorribande come il furto di 500 Ducati dal Collegio di Navarra e opere da più di duemila versi come il suo capolavoro, il Testament.
La figura e la voce  di Villon, oltre ad aver infiammato il suo tempo, hanno viaggiato nei secoli fino a impregnare della loro essenza altissima e maledetta il romanticismo francese, al punto che da sempre gli studiosi si impegnano a filtrare e separare la leggenda dalla verità, il goliardo dal poeta.
Come nota Domenico Porzio, il Villon di Roberto Mussapi è però soprattutto voce umana, carne imprigionata, anelito al cielo. E siccome non esiste voce senza la bocca che la pronuncia e senza corpo che la emette e la sostiene, l’uomo che è stato poesia e maledizione diventa prima di tutto essere umano carico d’esperienza e di coscienza, tanto del bene quanto del male di cui è stato capace, e parla e racconta alla enigmatica voce che gli parla dall’alto fino a farsi burlescamente giudice di chi lo giudica e a prendersi gioco di chi, dopo tanti crimini commessi, lo incarcera e lo condanna per uno di cui è innocente" (c.s.)
 
Per info e prenotazioni: 0521 230242 
 

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