News a Parma

LIBERI D azioni di teatro urbano ai tavolini dei bar

progetto e regia

Andreina Garella

con

Pia Bizzi, Sokhna Mariama Diakhate, Angela Marchetti, Enrica Mattavelli,

Patrizia Sivieri, Alem Tesfay Hagos

 

(nell’ambito di “Parma città dei diritti” promosso dal Comune di Parma)

"Abbiamo tutti il diritto ai diritti? A settant’anni dalla firma della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sabato 10 novembre, dalle 9 alle 13, nell’ambito del ricco programma di “Parma città dei diritti”, promosso dal Comune di Parma, Festina Lente Teatro e Vagamonde presentano “Liberi D” azioni di teatro urbano ai tavolini di alcuni bar, piccole e gentili incursioni a sorpresa, curate dalla regista Andreina Garella, che, accordate con i gestori dei locali, faranno diventare spazi della rappresentazione i bar e i caffè della città per raccontare l’importanza della coesione sociale attraverso l’affermazione e la difesa dei diritti. In particolare sarà ricordato l’articolo 13 della Dichiarazione: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese”. Il diritto alla libertà di movimento, la libertà di spostarsi, la libertà di migrare, il diritto a restare, la ricerca della felicità, il diritto alla qualità della vita devono essere un diritto di tutti, non un lusso di pochi. Tutti abbiamo il diritto ad abitare la Terra, casa comune di tutta l’umanità. Sarà un piccolo gruppo di donne, migranti e native, ad entrare inaspettatamente nei bar, a sedersi ai tavolini con gli avventori e a parlare con loro di libertà di movimento, dell’ostinato bisogno che l’uomo e la donna hanno di voler sempre vedere se si sta meglio ‘dall’altra parte’.

Le azioni si svolgeranno presso i Bar: Max e Gio (via Carducci), Torrefazione Gallo (Piazzale San Bartolomeo), Bar Cristallo (Piazzale della Pace), Caffè San Pietro (Piazza Garibaldi), Hub Caffè (Piazzale Bertozzi), Caffè dei Marchesi (via Silvio Pellico).

Torna indietro

Aggiungi un commento